POSTED BY: MILANOCOOL.IT 16 OTTOBRE 2017

Cosa sognavo da piccola? All’età di 6 anni volevo fare la maestra, a 10 la cantante, a 12 la pallavolista professionista, a 15 la hostess.

E a 38? Beh, la fotografa!

Bisogna avere il coraggio di rischiare, se no la vita si riduce a niente.

(Vasco Rossi)

Tra sogno e realtà, non tutto è stato semplice ed immediato. Infatti, la fotografia – mia vera e grande passione fin da quando a 8 anni mia mamma mi ha messo in mano una polaroid con cui fotografare il mondo – è arrivata dopo un percorso articolato e, per certi versi, terrorizzante!

Milano, dove tutto è cominciato.

Mi chiamo Claudia e sono nata a Milano ben 48 anni fa.

Nella mia città, sono mamma di due splendidi ragazzi, sono moglie, amica e fotografa di moda con una specializzazione – costruita negli ultimi anni – negli accessori.

Quando parlo della mia professione, la maggior parte delle persone ha un solo aggettivo per definirla: “fighissima”.

Ma, credetemi, arrivarci è stato molto impegnativo e mi è costato parecchio sacrificio. D’altro canto, il talento non è forse la diretta conseguenza di una passione esercitata per lungo tempo?

Per me, non poteva che essere così: un istinto profondo mi ha guidata ed è stata forse l’unica volta in cui ho seguito veramente il mio cuore.

La scelta è stata difficile e ci è voluta tutta la mia determinazione per superare i tanti ostacoli che ho incontrato, non ultimo il fatto di rimettermi totalmente in gioco, studiando giorno e notte, e facendo la gavetta alla veneranda età di 38 anni con due figli piccoli al seguito.

Da office manager a fotografa: a volte le ciambelle riescono col buco!

Tutto è cominciato dopo la mia seconda gravidanza, quando il capo del personale della società internazionale dove lavoravo come Office Manager mi ha gentilmente fatto capire che con due figli piccoli non avrei più potuto ricoprire la mia posizione.

Ragazze e donne, so che non racconto nulla di nuovo, ma voglio essere una voce di speranza.

A sua insaputa, infatti, il capo del personale mi ha spalancato la porta verso un futuro migliore. Ovvio, in quel momento non ne ero ancora consapevole e mi sentivo derubata del mio lavoro, dopo tutta la dedizione alla società per la quale avevo lavorato a lungo e per la quale avevo sacrificato tempo libero e vita privata. Il giorno delle mie dimissioni avevo ben 55 giorni di ferie arretrate! Lo so, facciamo a chi ne ha di più?

Anche l’ora più nera ha solo sessanta minuti.

(Morris Mandel)

Dopo un anno sabbatico dove ho provato a svolgere lavori diversi e poco gratificanti, tra cui l’agente immobiliare, ho deciso di seguire un corso amatoriale di fotografia.

Cercando sul web, mi sono imbattuta nella home page dell’Accademia di Fotografia John Kaverdash. Non si trattava propriamente di un corso amatoriale, ma ho chiamato e mi hanno convocata per un colloquio dove ho dovuto presentare dei miei “pseudo” lavori. Durante il giro di visita della scuola, dentro di me è scattato qualcosa: il cuore mi diceva che quello era il posto dove dovevo essere e che da lì sarebbe iniziata una nuova “era”.

E così è stato.

Con la complicità di mio marito, che ha dovuto supportarmi e sopportarmi, ho iniziato a frequentare l’Accademia: 3 master in contemporanea per poter conseguire il titolo nel giro di un anno e mezzo, ovvero nella metà del tempo. A 38 anni non ci si può permettere di prendersela con calma!

Le mie giornate, dal lunedì al venerdì, si svolgevano così: sveglia alle 7, dopo aver portato i figli a scuola, mi recavo all’Accademia dove rimanevo dalle 9 alle 18. Rientrata a casa, mi prendevo cura dei miei figli fino a che non andavano a letto e, poi, fino alle 3 del mattino, mi sedevo davanti al mio Apple Macintosh (familiarmente chiamato Mac) e svolgevo i “compiti” richiesti.

Difficoltà incontrate?

In cima alla lista delle difficoltà, metto la stanchezza che, spesso, porta con sé un certo scoramento. Ma tenevo duro. E, quando proprio non ne potevo più, mi spingeva il pensiero di non deludere l’unica amica che credeva in me, e mio marito che aveva investito su di me non solo in termini di denaro, ma anche di tempo sottratto alla famiglia.

Subito dopo, c’è stata la difficoltà di tornare in aula con ragazzi che avevano dai 10 ai 15 anni in meno e mi guardavano come un’aliena!

Per non parlare del fatto che, a soli 38 anni, il mio cervello era arrugginito: la prima settimana all’Accademia mi pareva che nella mia testa le rotelle girassero a fatica, come se mancasse l’olio agli ingranaggi.

All’inizio fu solo gratuità…

In ogni caso, sebbene sostenere l’esame sia stato sfidante, sono uscita con 29/30! Bella soddisfazione, eh? Con il bel diplomino ti senti arrivata. Sì, ma dove? La vita vera cominciava ora.

All’inizio, ho lavorato a titolo totalmente gratuito, assistendo sul set altri fotografi o racimolando qualche lavoretto che svolgevo in autonomia. Finché un giorno…

…un’azienda di calzature mi ha chiesto di scattare la loro campagna pubblicitaria, i cartelli vetrina e il catalogo. Una cosa da niente come primo lavoro, ero letteralmente terrorizzata! Con l’aiuto delle persone che hanno collaborato con me, ne sono uscita vincente e da lì è partito tutto quello che è arrivato dopo.

Milan, l’è un grand Milan…

Il luogo dove ho scelto di lavorare è Milano. Il mio studio, ICPHOTOGRAPHIE, è qui.

D’altro canto, per chi, come me, svolge il mestiere di fotografo, Milano è la città migliore.
Qui ci sono le maggiori scuole e case di moda, i più intriganti eventi di moda e di design, ed è proprio a Milano che ha sede la Camera Nazionale della Moda Italiana.

E poi, lo confesso, io amo Milano, soprattutto nel periodo che va dalla primavera all’autunno. E’ un tempo che passo all’aria aperta e in cui mi piace uscire con gli amici e la famiglia o compiere qualche impresa.

Ed è proprio nel mese di ottobre, che ho corso la DJTEN 2017, 10 km per le vie di Milano. E’ il primo anno che partecipo, ma ho fatto bene a convincere la mia amica Francesca e mio marito a correre con me.

Abbiamo fatto un percorso meraviglioso per il centro di Milano, passando a piedi per strade che normalmente si percorrono in auto e gustando la bellezza di alcune zone e di alcuni palazzi che, complice la frenesia milanese, non si coglie.

E poi, la DJTEN è semplicemente speciale. L’atmosfera è stupenda, 35mila persone tutte in armonia hanno corso per la semplice voglia di farlo, insieme e in allegria. E’ stato appagante, divertente e rilassante nonostante i 10 km.

Milano quando c’è la nebbia…

Certo, Milano ha anche giorni grigi, nebbiosi e con una pioggerella fine che ti penetra le ossa.

Divertente? Non lo so. So solo che, se potessi, l’inverno lo passerei volentieri al caldo.

Ma, anche in questo caso, io ho un rimedio: durante i fine settimana invernali scappo in montagna. E se nevica e decido di non sciare, mi rifugio nella migliore pasticceria di Cervinia con mio marito e gli amici, aspettando che i figli tornino dalle piste completamente fradici. Contenti loro!

A volte, però, decido di rimanere a Milano. Ecco che, allora, cerco qualche mostra che possa coinvolgere tutta la famiglia. Milano ne propone tantissime e c’è solo l’imbarazzo della scelta! I miei artisti preferiti comunque rimangono: Van Gogh, Mirò, Caravaggio, Picasso, Monet…Klimt.

Cosa si può volere di più da questa città camaleontica che offre così tanto e risponde a tutti i gusti? Forse, l’unica cosa che mi sento di dire è che spero di veder migliorare la sicurezza urbana, perché non mi pare “normale” avere paura in casa propria.

I luoghi dell’anima suggeriti da Claudia!

Solo mostre o faticose marce? Certo che no!

Però vi dico che nei giorni molto “bui” dell’anima mi piace stare a casa, sul divano, con un bel film da guardare insieme alla mia famiglia e magari, nel tardo pomeriggio, organizzare uno dei miei aperitivi casalinghi: mio marito fa dei cocktail TOP da far invidia a parecchi locali milanesi.

Ma, per fortuna, i momenti bui non durano a lungo!

Ci sono diversi locali che preferisco a Milano, una città che offre tantissimo. A seconda della compagnia, dell’umore e delle “voglie” delle persone a me care, faccio scelte differenti, cercando sempre una location che sia “alla moda”, ma di qualità.

Insomma, volete una serata tranquilla oppure volete fare follie con le amiche, un pranzo di lavoro o una cena romantica, una merenda in famiglia? Eccovi i miei luoghi dell’anima:

Gattopardo: la location è meravigliosa con quel lampadario pazzesco che non puoi non notare, musica dal vivo e cocktail top. Per un aperitivo o dopo cena con le amiche è perfetto.
GSF (God Save the Food): perfetto per qualsiasi momento della giornata, è un locale dove puoi stare tutto il tempo che vuoi (essendo dotato di wifi, lo usavo come ufficio prima di avere il mio studio fotografico), cibo ottimo e personale gentilissimo. Adatto anche per un brunch domenicale con la famiglia (mio figlio lo adora).
Langosteria: uno dei ristoranti di pesce più buoni di Milano, con prezzi stellari, ma il pesce che si mangia qui è insuperabile
Pescetto: “fast food” (se così vogliamo chiamarlo) di pesce. Formula fantastica per una serata informale con gli amici. Arrivi al locale, ti metti in coda e ti servono un aperitivo mentre aspetti. Quando è il tuo turno, fai l’ordine scegliendo il pesce dal banco. Ti assegnano un tavolo e quando chiamano il tuo numero vai in cucina a ritirare la comanda. Quando hai finito sparecchi e te ne vai. Ottimo!
Bussarakham: ristorante thai in una location bellissima ed elegante. Si mangia benissimo e finita la cena, due passi sui Navigli o in Darsena non fanno male.
Temakinho: ristorante fusion giapponese-brasiliano. A Milano ce ne sono 3 nelle zone più frequentate dalla popolazione locale. Adoro mangiare temaki e roll innaffiandoli con un cocktail “non classico”. Perfetto sia con gli amici che in famiglia, ma anche in coppia.
Fluffer: in zona piazza Piemonte, riaperto da qualche mese e gestito da Luca, bartender con i fiocchi! Lui non ti prepara il mojito o il Moscow mule o lo spritz… Luca fa suo il tuo cocktail, te lo personalizza – è sufficiente dirgli quali sono i tuoi gusti – e ti crea dei drink sublimi e poi… “tutto il resto è noia”!

48 anni di sogni, e sono solo all’inizio!

Come avrete capito, ho sognato e sogno ancora parecchio. Nel mio futuro c’è un progetto “grandioso”, ma preferisco non parlarne perché ancora un delicato bozzolo che deve lentamente trasformarsi in farfalla.

Dove? Se Milano – mia città e mio cuore – mi manderà ancora delle vibrazioni positive e mi darà quella stessa spinta che ho sentito quando ho intrapreso il mio lavoro di fotografa, allora resterò.

Se no? Chissà.

In ogni caso, sarò grata alla vita e a mio marito Flavio, un autentico entusiasta, che non mi dice mai di NO.